Giornata della Memoria 2012: ricordo Shoah e leggi razziali

Giornata della Memoria 2012: ricordo Shoah e leggi razziali. Oggi, 27 gennaio si celebra in tutta Italia il Giorno della memoria, istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000 ”al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Per ricordare l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz sono moltissime le iniziative in tutta Italia a ricordo dei sopravvissuti e dei morti che non hanno mai lasciato il campo di concentramento messo in piedi dai tedeschi, a partire dalla programmazione televisiva modificata per celebrare la Giornata della Memoria 2012: oltre a finestre informative e approfondimenti su tutte le reti Rai1, stasera alle 21.05 su Rai3 sarà trasmesso il film The Reader mentre su Rai2 sempre in prima serata andrà in onda lo speciale La Storia Siamo Noi – Auschwitz: i nazisti e la Soluzione Finale, documentario prodotto dalla BBC. Un’altra iniziativa molto bella e interessante è “I nomi della Shoah Italiana”, un database in cui saranno inseriti i nomi dei 7000 Ebrei che dall’Italia vennero rinchiusi ad Auschwitz.
L’elenco potrà essere consultato online, inserendo il nome, o la città, oppure il luogo in cui è avvenuto l’arresto. Quella del 27 Gennaio è una celebrazione assolutamente dovuta, perché il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si abbattè anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini e portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che scuote le coscienze, spingendo le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere.
La memoria è un dovere e il modo migliore per commemorare l’Olocausto è affidarsi alle parole di chi c’era. Perché non accada mai più




